28 ottobre 2007

Piccoli gesti che cambiano la storia

Martedì 23 ottobre abbiamo cambiato il volto e la sostanza della Compagnia della Braga, per la prima volta sono accaduti due eventi memorabili: siamo andati a vedere un cartone animato (in 3D) e le donne erano in maggioranza. Incredibile!!! Sono questi gli eventi che segnano in maniera irreversibile la storia, abbiamo passato il punto di non ritorno.
Andiamo per gradi.
La Compagnia della Braga è nata da un manipolo di appassionati di film di fantascienza che, sprezzanti del pericolo, percorrevano decinaia e decinaia di kilometri per assaporare gli effetti speciali sul grande schermo con tanto di Dolby Digital. Le gentili pulzelle sono sempre state ammesse ma raramente hanno preso parte a questi eventi ludico-fantascientifici (ad eccezione dell’Elenuccia). Erano queste le fondamenta della Compagnia e martedì scorso abbiamo infranto questi dogmi, che succederà ora? Lascio aperta questa discussione e mi concentro sul film che è stato causa di cotanto sconvolgimento: Ratatouille.
Questa volta niente nipotine che facevano da scudo, siamo entrati a testa alta e a testa alta siamo usciti dalla sala, soddisfatti e molto divertiti per aver visto un bel film. Ho visto tutte le pellicole di casa Pixar e nessuna mi ha mai deluso, sia dal punto di vista tecnico che artistico: prodotti di altissimo livello.
Le avventure del topo-cuoco Remy sono coinvolgenti, esilaranti e piene di Morale. Ho messo la lettera maiuscola perché la Morale è sempre sana e positiva, è il moralismo che degrada ed abbruttisce l’anima!!!
È
strano andare a vedere un film indirizzato ad un pubblico giovanissimo e trovarci lezioni di solidarietà, altruismo e rispetto per le aspirazioni personali, dovrebbero essercene di più di pellicole così, tutti i film dovrebbero divertire e far pensare, dovrebbero essere cibo per l’anima.
Come sempre niente trama, solo un voto: 8.
Ho visto anche altri film che non avrò mai modo di commentare per esteso perché il tempo è tiranno quindi farò una piccola pagella a vostro uso e consumo:

Stardust: tanti mezzi e poche idee, voto 5

Zodiac: grande Fincher, voto 8

Vi dichiaro marito e marito: si ride senza scompisciarsi, voto 6 ½

Pathfinder – La leggenda del guerriero vichingo: dire brutto è essere gentili, voto 3

La cena per farli conoscere: leggero con grazia, voto 7.

13 ottobre 2007

Provaci ancora George

Ho visto Michael Clayton, ultima fatica produttivo-attoriale del fascinoso George Clooney un po’ per far contenta la mia dolce metà (che saluto) e un po’ perché mi incuriosiva e, all’uscita della sala, abbiamo concordato per la sufficienza. Il film è d’impegno sociale e il brizzolato George ce la mette tutta ma non riesce a far decollare la sua creatura, troppo lenta e ripetitiva. Non si può cominciare con un flashback e poi riproporre le stesse scene a trequarti del film; non si può neanche fare un preambolo di un’ora e, quando finalmente la storia decolla, finire in fretta e furia, non sta bene!!! Non sta bene neanche che un legal-thriller faccia sbadigliare i poveri spettatori, che ti abbiamo fatto George?
Eppure le tue prove socialmente utili erano state di tutto rispetto: in Good night, and Good Luck te la prendevi col Maccartismo sventolando la bandiera della libertà d’opinione in uno scintillante bianco e nero, in Syriana puntavi il dito contro le multinazionali del petrolio e lo facevi talmente bene da meritarti un Oscar. Cos’è successo? Forse dovevi dirigerlo tu o il tuo socio ed amico Steven Soderbergh (con Erin Brockovich ha vinto l’Oscar) invece dell’esordiente Tony Gilroy, bravo come sceneggiatore ma un po’ scarsino come regista. Forse dovevi chiedere qualche consiglio a Sydney Pollack che di thriller se ne intende (suoi I tre giorni del Condor e The Interpreter). O forse avresti dovuto leggere meglio la sceneggiatura. Comunque ti perdono, sei simpatico e coraggioso, una rarità a Hollywood!!!


07 ottobre 2007

Finalmente!!!

Sono tornato al cinema, ho finalmente iniziato la stagione cinematografica 2007-2008. L’ho iniziata con un film che mi ha divertito molto: Planet Terror di Robert Rodriguez, trentanovenne regista Texano grande amico di Quentin Tarantino. Da cinemaniaco avrei preferito vedere la versione proposta al pubblico inglese e americano di 191 minuti (comprendeva A prova di morte, Planet terror e quattro trailer fasulli) ma a noi non è stato concesso, pazienza.
Per l’occasione si è ricostituita la Compagnia della braga (in versione slim) che al termine della pellicola era spaccata in due: da una parte gli entusiasti (Gepo, Il Ricercatore ed io) dall’altra gli schifati (la famiglia Star e Miss Sposetti). È sempre così con film eccessivi come questo, c’è chi riesce a coglierne l’essenza e chi si ferma all’apparenza. Non è possibile rimanere indifferenti, Planet Terror è talmente sopra le righe che bisogna schierarsi.
Personalmente mi sono divertito (la scena della mini-moto mi ha fatto ridere fino alle lacrime), ho trovato il film talmente assurdo da essere bello, bello perché sporco, sgranato e splatter fino all’inverosimile!!! Robert Rodriguez ha confezionato un gioiellino e lo ha fatto tutto da solo: sono sue sceneggiatura, regia, fotografia, montaggio e colonna sonora. Un vero artigiano!!!
Lunedì 8 Ottobre uscirà il DVD A prova di morte, se volete seguire la follia del Nonno dovreste comprarlo e vederlo dopo aver visto Planet Terror, solo così la vostra esperienza Grindhouse sarà veramente come l’avevano pensata quei due psicopatici di Quentin e Robert.

Penso di aver passato il punto di non ritorno!!!


23 settembre 2007

Sono triste

Sono triste perché questa stagione cinematografica non decolla, l’unico film che mi piacerebbe vedere è la ragazza del lago di Andrea Molaioli ma qui non è ancora uscito.

Sono triste anche perché un cinema vicino a casa mia non ha riaperto. Mi si è stretto il cuore quando sono passato davanti al cinema Trieste giovedì sera e ho visto tutto chiuso.

Un minuto di silenzio per un’altra sala passata ad altro uso…

Per consolarmi ho guardato tre puntate di C.S.I. (14a, 15a e 16a puntata della 7a stagione) e le ho trovate come sempre molto ben fatte. Nessuno batte gli americani nei telefilm, sono assolutamente i migliori. Ognuno di voi avrà la sua serie preferita (mi piacerebbe sapere quale), quella che fa spostare l’uscita serale alle 22 o scattare con cadenza settimanale il videoregistratore. Le mie sono C.S.I., Dr. House, Lost, Scrubs e da poco Heroes (anche se non ne sono del tutto soddisfatto). In passato non ho perso una puntata di Friends (ho tutte le 10 serie) e Dedesperate Housewife. Ne ho viste moltissime di Will & Grace, Sex and the city e Perfetti ma non troppo.

In un passato più remoto ho guardato assiduamente Twin peaks, Happy Days, Starsky & Hutch, Saranno famosi, Attenti a quei due, La casa nella pateria, Otto bastano, Charlie’s Angels, Alfred Hitchcock presenta, Spazio 1999 e UFO.

Poi ci sono quelli che ho guardato ma non sono fiero di averlo fatto: JAG, Beverly Hills 90210, Melrose Place, The O.C., Ally McBeal.

Per finire la mia vergogna più grande: Un Medico in famiglia 1 e 2.

Adesso potete lapidarmi o svelarmi i vostri scheletri nell’armadio, sono convinto che ognuno di voi guarda o ha guardato una M….A come Un medico in famiglia.

Vi lancio una sfida: Prima scrivete quelli che vi piacciono e per finire inserite la vostra vergogna.

Aspetto trepidante!!!

11 settembre 2007

Tutto è ricominciato

Dopo un mese di ferie mi ci è voluta una settimana per riprendermi, non riesco ancora a connettere perfettamente (forse non ci sono mai riuscito), è meglio che inizi con un paio si saluti!!!
Saluto tutti i miei compagni di corso che con me hanno passato venerdì e sabato a chiedersi: “Perché li fanno sempre di sabato ‘sti cazzo di corsi?!?”
Saluto anche tutti i partecipanti al “V-Day” che, come me, hanno firmato la proposta di una legge necessaria.
E il cinema?
Adesso ci arrivo, con calma, devo fare un po’ di riscaldamento.Vi parlerò di un film per avere il pretesto di parlarne di altri tre, piaciuto l’inizio? A me si!!! Ho visto in DVD Sucker free city, film del 2004 del talentuoso Spike Lee. Originariamente nato come serial TV, è stato rimontato per farlo uscire in video dopo che la HBO si è rifiutata di mandarlo in onda. Il germe per una buona serie di telefilm sul degrado urbano di San Francisco c’era, le tre storie che viaggiano parallele ed ogni tanto si intersecano sono interessanti ma… Shelton (è questo il vero nome di Spike) ci aveva abituato molto meglio. Se volete vedere il suo capolavoro noleggiatevi Jungle Fever, solo la colonna sonora di Stevie Wonder e i titoli di testa meritano il prezzo del noleggio!!! Il film è una lucida analisi dei rapporti interraziali, niente buonismi alla Indovina chi viene a cena, solo crudo realismo. La sceneggiatura è perfetta e tutti i personaggi di una profondità disarmante. Un film disperato e bellissimo allo stesso tempo. Se Jungle Fever vi ha scalfito l’anima siete pronti per iniziare il tour, estraete la vostra tesserina e noleggiate in questo ordine La 25a ora e Inside man. Il primo è un film crepuscolare sulla fine di un’epoca che, per un bravissimo Edward Norton, coincide con la perdita della libertà. Primo film girato nei pressi di ground zero, mostra la ferita aperta di un’America che non riesce realmente a reagire ed andare avanti e, come il protagonista, medita la fuga. Dopo tanta cultura site pronti per Inside man, excursus milionario nel film d’azione da parte di un autore normalmente low cost. Tutto è di altissimo livello. La sceneggiatura incalzante e sincopata, con continui balzi in avanti, si srotola pian piano rivelando lentamente particolari inquietanti. La fotografia che sottolinea gli stacchi temporali con immagine sgranate e sature. Gli attori tutti bravi e credibili, specialmente Jodie Foster, fredda e risoluta come non mai. L’ho rivisto ieri sera e mi è piaciuto più della prima volta: proprio bello!!! Un Nonno elargitore di consigli!!!

30 agosto 2007

Quando un film fa bene all’anima

Non vi è mai capitato di sentire il bisogno di vedere un film che avete già visto? A me succede spesso, è per questo che ne posseggo tanti, per poterli guardare quando voglio. Ci sono film che guardo ciclicamente (Roxanne, Blade runner, Marrakech express, Fandango, The Blues Brothers, ecc) perché mi fanno stare bene, altri che riguardo con meno frequenza ma che mi emozionano lo stesso. Oggi pomeriggio avevo un paio d’ore libere e mi sono rivisto The Commitments di Alan Parker: GRANDISSIMO!!! Quando uscì nel 1991 ne rimasi folgorato e, da allora, ascolto assiduamente la musica soul. Per me è stato come tornare a casa, sentire parlare di musica in quel modo… pura poesia!!! Il film è ruvido e sporco, sembra quasi un documentario sul degrado urbano, i protagonisti (tutti dilettanti) sono talmente naturali che ci si scorda che stanno recitando. E poi… c’è il soul! È il Soul il protagonista assoluto di questa pellicola, straripa e pervade ogni fotogramma con energia e sudore. Il connubio Alan Parker e Roddy Doyle (autore del libro) ha partorito un’opera perfetta che, a distanza di sedici anni, non ha perso il suo grande potere ammaliatore. Sono rimasto estasiato come la prima volta che l’ho visto e mi sono ritrovato a ballare come uno scemo “In the midnight hour” di Willson Pickett. Un Nonno all Black!!!

22 agosto 2007

Sono tornato!!!


Dopo 12 giorni e 4700 kilometri sono di nuovo qui a tediarvi con i mie sproloqui sulla settima arte. Per tenere fede alla funzione sociale di questo blog, ho accompagnato la mia nipotina Emma a vedere Shrek Terzo. Siete contenti? Io si!!! Forse avrei dovuto dire che è stata lei ad accompagnare me, visto che ho riso molto di più di lei!!! Come avrete certamente capito anche questo capitolo della saga dell’orco verde è molto piacevole e divertente, non raggiunge la perfezione del capostipite della trilogia ma si difende bene. Inutile dire che la computer grafica ha raggiunto vette inimmaginabili, questi cartoni in 3D sono una meraviglia per gli occhi. Le superfici, i riflessi e tutti i personaggi sono perfetti: quasi meglio della realtà. Un giochino che mi diverto fare con questi film, è riuscire a cogliere tutte le citazioni di cui sono infarciti, ne ho scovate quattro ma, per non rovinarvi la sorpresa, non le menzionerò (sarò un bastardo!!!). Gli autori Jeffrey Price, Peter S. Seaman, Jon Zack si sono divertiti a rimescolare favole e personaggi regalandoci una sceneggiatura scoppiettante e spassosa, forte ormai di personaggi entrati nell’immaginario collettivo. La saga “orchesca” avrà vita lunga, sono già annunciati il quarto e il quinto episodio nei prossimi cinque anni. Il consiglio del che mi sento di darvi è di andare a vederlo, cominciare una nuova stagione cinematografica con un sorriso è di buon auspicio!!!

06 agosto 2007

Sono in ferie!!!

Le ho aspettate tanto e finalmente sono arrivate: LE FERIE!!! Prima di partire per la Sicilia con la mia dolce metà, ho intenzione di tediarvi con le mie recensioni, non vi rendete conto di cosa vi aspetta, mi sto sparando un film al giorno, tutta robetta leggera come Correndo con le forbici in mano, Il terzo uomo, Little miss sunshine, Ballroom dancing e via discorrendo. Bando alle ciance e cominciamo!!!
Ho visto Correndo con le forbici in mano perché mio fratello me ne aveva parlato e mi incuriosiva il titolo, non sapevo assolutamente niente su questo film e questo, a volte, è positivo. Come sempre poca trama (raccontare il film è banale e poco Caga-alto), solo sensazioni. Questo film tratto dal romanzo omonimo di Augusten Burroughs, ci mostra l’adolescenza tormentata e inquieta dell’autore del libro che risente della personalità disturbata della madre (interpretata da una sempre più brava Annette Bening). Fin qui niente di nuovo!!! La parte che rende questo film diverso inizia quando la madre da in affidamento Augusten al suo psicoterapeuta (Brian Cox), un ciarlatano che vive dissanguando i suoi pazienti prendendo in affido figli difficili. La pellicola non è perfetta ma riesce ad emozionare mettendo in scena un piccolo mondo strano e disperato che vorrebbe diventare normale ma non ci riesce e nel tentativo cresce e diventa interessante proprio perché diverso ed originale.
Se siete ancora assetati di diversità non vi resta che guardare Little Miss Sunshine. Forte di due Oscar, uno per la miglior sceneggiatura originale e l’altro ad Alan Arkin come miglior attore non protagonista, il film è una commedia surreale su una famiglia un po’ strampalata. Gli interpreti sono tutti bravi ma la menzione d’onore va alla piccola Abigail Breslin che interpreta, con incredibile naturalezza (io l’avrei dato a lei l’Oscar come non protagonista), il personaggio di Olive. Altrettanto bravo è Alan Arkin che ci regala un nonno sporcaccione, drogato ma incredibilmente tenero con la sua nipotina. Little Miss Sunshine merita un bel 9!!!
Cosa state aspettando andate subito a noleggiarlo!!!
Un Nonno autoritario.

03 agosto 2007

È iniziata l’estate

Non sto parlando dell’estate meteorologica, questo è un blog di cinema (anche se ultimamente i commenti sono quasi tutti d’ammore), parlo dell’estate in sala, dell’estate che non fa più chiudere per ferie ma non fa neanche uscire film degni di questo nome. E noi, cineasti Caga-alto? Ci tuffiamo sui DVD!!! Quale periodo migliore per vedere film della scorsa stagione che abbiamo perso o rivedere film che abbiamo particolarmente amato?!?
Forte di questa convinzione ho inserito nel mio lettore Letters from Iwo Jima, ultima fatica del grandissimo Clint Eastwood, che racconta la battaglia svoltasi in quest’isola del pacifico durante la seconda guerra mondiale tra giapponesi ed americani. L’anno scorso il ruvido Clint ci aveva parlato della stessa battaglia in Flags of our fathers, due film per raccontare lo stesso avvenimento da punti di vista diametralmente opposti. Mai nessuno aveva fatto una cosa del genere, mai nessuno aveva tentato di andare così in profondità, di scavare dentro l’animo umano per portarne alla luce drammi e contraddizioni.
Questo capitolo giapponese è meno grandioso del fratello americano, quasi tutta la trama si svolge dentro le gallerie scavate dai soldati nipponici, è molto più tetro e claustrofobico, quasi a voler sottolineare l’inutilità della guerra.
Con questo secondo film su Iwo Jima (a mio avviso migliore del precedente) Eastwood ci grida che non ci sono buoni o cattivi, non ci sono guerre giuste o ideali per cui val la pena di morire, c’è solo la guerra che, da qualsiasi parte la si guardi, porta solo morte e distruzione.
Dopo questa tirata da santone, ristabilisco il giusto equilibrio raccontandovi che da una settimana mi stavo preparando psicologicamente per affrontare Letters from Iwo Jima in giapponese con sottotitoli in italiano. Mercoledì mi sentivo pronto, ero dell’umore giusto. Ho Inserito il DVD nel lettore e… il narratore ha iniziato a parlare in italiano. Dopo il primo momento di stupore, mi sono reso conto che l’edizione digitale è stata doppiata?!?!?!?!?!
Il cineasta Caga-alto che è in me ha cercato il telecomando per selezionare l’audio in giapponese ma il pigro che è in me ha avuto il sopravvento: l’ho visto in italiano!!!

Sarò una merda!!!


22 luglio 2007

A volte il numero due…

Ci avevano già provato nel 2005 con La terza stella con risultati deludenti, hanno aspettato due anni e ci hanno riprovato, complice la regia di Massimo Venier. Sto parlando di Ale & Franz (al secolo Alessandro Besentini e Francesco Villa) che con la loro seconda prova cinematografica alzano decisamente il tiro e si cimentano con una storia vera, con personaggi veri, con un film vero!!! È rarissimo che il secondo film di un autore sia migliore del primo, normalmente la pellicola d’esordio è sempre carica di significato e la seconda il maldestro tentativo di replicarne il successo. Non è il caso di Ale & Franz che con Mi fido di te dimostrano di essere cresciuti e, soprattutto, di avere qualcosa da dire perché si cimentano con un problema attualissimo: i nuovi poveri.
Nel nuovo assetto del mercato del lavoro torna in auge la precarietà, malattia debellata negli anni ’80, oggi miete vittime soprattutto tra i quarantenni e i dirigenti. Queste categorie di lavoratori, quando perdono il lavoro, faticano moltissimo a trovarne uno nuovo perché troppo vecchi o troppo qualificati. Il duo comico sviscera bene l’argomento senza cadere nel ridicolo o nel patetico. Riescono a bilanciare bene la storia e i personaggi e tutto diviene scorrevole e spontaneo: un film!!!
È strano doversi meravigliare quando un film riesce ad essere divertente senza essere stupido, di solito ironia ed intelligenza dovrebbero andare a braccetto ma… accade assai raramente!!!
Come sempre niente trama (leggetevela “nell’internet”), sono convinto che nessuno vuole sapere cosa succede in un film, a tutti interessa sapere se è bello, se vale la pena vederlo. Quindi niente trama da vostro nonno!!!

14 luglio 2007

5 è il numero di Harry Potter

L’ho fatto, e per esserci riuscito devo ringraziare infinitamente la mia dolce metà!!! L’ho trascinata a vedere il 5° capitolo della saga del maghetto più famoso del mondo, due ore e mezza di magie ed incantesimi inutili e noiosi il voto che si merita è esattamente quello che si porta stampato nel titolo: cinque.
Cinque perché un film destinato ad un pubblico di adolescenti non può durare 150 minuti; cinque perché un preambolo (proprio perché “pre”) non può essere di 45 minuti (di noia mortale); cinque perché non succede nulla fino alla battaglia finale, niente mistero, niente magia, niente di niente; cinque perché non si ride, non ci si spaventa, non ci si emoziona.
L’unica nota positiva di Harry Potter e l’ordine della fenice è la critica, per nulla velata, ai governi occidentali che usano i mezzi di comunicazione e la repressione per distorcere la realtà. Se non ci fosse stato questo lieve battito d’ali e gli effetti speciali, per raggiungere il cinque, il buon Harry, avrebbe dovuto fare una magia veramente straordinaria!!!
Un Nonno cattivissimo!!!

08 luglio 2007

Fur - Un ritratto immaginario di Diane Arbus

Ho guardato questo film perché interessava a mia moglie, ne avevo sentito parlare ma non era nelle mie priorità. L’unica cosa che sapevo era che Nicole Kidman interpretava la fotografa Diane Arbus, nient’altro. Strano per un cineasta caga-alto!!! Il film è diverso perché non è una biografia della celebre fotografa ma un racconto inventato, una sorta di favola che ci racconta il momento in cui Diane cominciò il suo percorso artistico. La pellicola, oltre ad essere una conferma dell’enorme talento di Nicole Kidman, è un inno alla diversità, a guardare oltre l’apparenza per cogliere l’essenza delle persone. La Arbus affermava che: ” Molte persone vivono nel timore che possano subire qualche esperienza traumatica. I freaks sono nati con il loro trauma. Hanno già superato il loro test, nella vita. Sono degli aristocratici.” e durante i pochi anni in cui fotografò (morì suicida a soli 48 anni) concentrò la sua attenzione su personaggi bizzarri e deformi. Nel film di Steven Shainberg si coglie l’attrazione mista ad affetto che Diane provava per queste persone abituate a vivere ai margini della società, attrazione e complicità che solo anime gemelle possono provare. In una sorta di rivisitazione moderna della favola “la bella e la bestia” assistiamo al cambiamento della protagonista che, attraverso l’amicizia con Lionel Sweeney (Robert Downey Jr.), si libera di tutte le sue paure ed inizia ad essere pienamente se stessa. Questo sguardo così diverso sulle persone mi ha incuriosito molto così ho fatto un po’ di ricerche “nell’internet” e ho scoperto che questa donna ha veramente cambiato il modo di intendere la fotografia e ha influenzato personcine del calibro di Stanley Kubrik che in Shining la omaggiò citando una sua famosissima foto.
Se qualcuno volesse vedere questo film veramente particolare basta che me lo chieda. Un Nonno veramente caga-alto!!!


03 luglio 2007

Tranformers: finalmente un vero blockbuster

Ognuno di noi ha il suo punto debole, una cosa che sa essere sbagliata ma che non può fare a meno di farla. Il mio tallone d’Achille sono i film di fantascienza!!! Lo so che ne esce uno bello ogni 10 anni, lo so che la maggior parte non sono altro che documentari di computer grafica ma… devo vederli, È PIÙ FORTE DI ME!!! Triste dell’esperienza degli ultimi film visti sono entrato al cinema per vedere Transformers senza nessuna aspettativa, volevo solo vedere sul grande schermo quello che avevo già, abbondantemente, visto sul web e poi… la sorpresa!!! Il film è divertente, con un ritmo serrato e gli effetti speciali (da urlo) per niente invadenti. In parole povere un bel film!!! Se cercate significati nascosti o dialoghi impegnati non entrate in sala ma se cercate un film con tanta azione e divertimento questo è il film per voi. Michael Bay aveva già dimostrato con Pearl Harbor di saper girare scene d’azione, gli mancava il senso dello spettacolo, è qui che è entrato in scena Steven Spielberg, nessuno è migliore di lui nel bilanciare azione e humor, nessuno!!! È uno dei 10 migliori registi di tutti i tempi e anche quando produce la sua mano si vede sempre (chi credete abbia ideato la scena dei robot che si nascondono in giardino? Provate a rivedere E.T.). Prima di salutarvi un moto d’orgoglio: non siete un po’ soddisfatti che, per una volta, un film americano sia uscito prima da noi? IO SIIIIIIII!!! Hasta la vista

23 giugno 2007

Sono fantastici i quattro?!?

A due anni dalla prima uscita tornano in sala i Fantastici Quattro, questa volta escono anche in Italia in contemporanea mondiale… che stia cambiando qualcosa? Spider-man 3 è uscito quattro giorni prima che in USA, i Transformers usciranno sei giorni prima che in America, cosa sta succedendo? Non esiste più l’estate italiana con tutti i cinema chiusi? È troppo presto per gioire, di fatto la stagione è finita, non ci sono più uscite interessanti, l’ultimo colpo di coda spetta a Harry Potter e l’ordine della Fenice che sarà al cinema dall’undici luglio (sempre in contemporanea mondiale!!!). Per i cineasti caga-alto il 20 luglio uscirà senza tanto clamore Fast Food Nation di Richard Linklater (Prima dell’alba, A scanner Darkly, School of rock) io spero di esserci. Poi... il nulla!!! Non voglio polemizzare, mi piacerebbe sapere cosa pensate di questo fenomeno esclusivamente italiano, commentate gente, commentate!!!
Passiamo all’argomento di questo post: I fantastici quattro e Silver Surfer, come sempre l’ho visionato in compagnia dei membri fondatori della “Compagnia della Braga”, il titolo non ha sortito l’effetto catalizzante di Spider-man 3, a sedere nel buio del multisala Cinergia eravamo sette temerari e una temeraria (socia fondatrice della compagnia). Prima di scrivere il mio giudizio devo dire che il film ha sicuramente un pregio: dura un’ora e mezza!!! Non se ne può più di film che ci massacrano le natiche per tre ore, bravo Tim Story, riesce a dire tutto senza sfondarci i maroni!!! Solo con questo stratagemma si merita la sufficienza alla quale aggiungo anche un altro mezzo voto per gli effetti speciali. E la trama? Ma voi chiedete a un film tratto da un fumetto una trama? Ho fatto anch’io questo errore e ho capito che non si possono avere effetti speciali da urlo e storie ben scritte, le due cose non vanno mai a braccetto. Anche questa volta dovrete mettere il cervello in off per 90 minuti e tutto sarà perfetto!!! Sto scherzando, il secondo episodio delle avventure di Reed Richards
e soci non è così tremendo, è come una granatina in un giorno d’estate: disseta mentre la sorseggiate e dopo un minuto avete già sete un’altra volta!!!
Niente trama, solo un rammarico da fumettaro incallito: Silver Surfer è uno dei personaggi più malinconici e struggenti partoriti dalla mente vulcanica di Stan Lee, è un peccato che nel film non passi nulla della lacerazione interiore di un uomo che per amore ha sacrificato la sua vita. Ma che finale triste, hai ragione d@d3, mi sto rammollendo!!!


17 giugno 2007

Con Ocean’s 13 si torna alle origini

Clooney & Company hanno chiuso il cerchio tornando nuovamente a Las Vegas per il terzo capitolo delle avventure di Danny Ocean. Il film è piacevole e meglio strutturato del secondo ma non raggiunge la verve di Ocean’s eleven. Sulla prima pellicola tutto era meglio, meglio la colonna sonora, meglio le battute, meglio la sceneggiatura e meglio gli attori. Nei capitoli seguenti si sono seduti sugli allori (tranne Elliot Gould che merita la menzione d’onore, è assolutamente irresistibile!!!) e hanno perso il guizzo che era presente nel numero uno. In Ocean’s 13 si sorride e durante i 120 minuti del film non ci si annoia ma, alla fine, il rimpianto per battute memorabili come: “Ha chiamato Elton John. Devi restituirgli la camicia!” rimane. Sembra che Soderbergh non riesca a ritrovare la vena creativa che gli ha fatto fare grandi film come Sesso, bugie e videotape, Erin Brockovich o Traffic ma noi, da veri fan, siamo pazienti e fiduciosi che prossimamente il talentuoso Steven ci regalerà altri film degni della sua fama. Il voto complessivo di questo terzo e ultimo (?) episodio è 6 ½ mentre il primo si becca un otto pieno (se fossi in voi me lo sparerei quanto prima!!!).


09 giugno 2007

Tarantino: Genio o Cover Man?

L’ho scritto innumerevoli volte: sono un fan di Quentin!!! Ho visto tutto quello che ha fatto sia da regista che da sceneggiatore. Pulp Fiction è uno dei migliori film di tutti i tempi, un capolavoro ASSOLUTO! Preambolo necessario per farvi capire che non sono un giudice autorevole, sono troppo coinvolto con questo ragazzaccio per parlare male dei suoi film e… non lo farò!!! Grindhouse - A prova di morte mi è piaciuto, è sporco, sgranato e violento come piace a me. Io sono cresciuto con i film di serie C, mio padre mi portava tutti i sabati pomeriggio al Cinema S. Francesco dove proiettavano due film. Si entrava in sala alle 16.00 e si usciva alle 20,00!!! Ho visto tutti i film di Trinità, Godzilla e Karate e non potevo che gioire vedendo Grindhouse, sono tornato di colpo bambino!!! Il dubbio che mi attanaglia è: “Ma Quentin è un genio pop o è il più grande plagiatore della storia del cinema?!? Nei suoi film omaggia le sue opere preferite o le copia spudoratamente?!? Non so rispondere a queste domande e chiedo il vostro aiuto: Quentino Genio o Cover Man?!?
Per quanto riguarda il film ribadisco: mi è piaciuto! Ho apprezzato moltissimo la pellicola sporca il montaggio che tronca le scene e le riprende come se mancassero dieci fotogrammi. Tutta la parte visiva è assolutamente perfetta, come è molto bella la sceneggiatura, infarcita di dialoghi assolutamente spontanei e allo stesso tempo mai banali. Non è all’altezza di Pulp Fiction (vertice che credo Tarantino non toccherà più) ma sicuramente meglio di Kill Bill Volume 2. Che posso dirvi di più, andate a vederlo e poi ne parliamo.
Ho visto anche Ocean’s 13 ma vi lascio “pomare” un po’ prima di dirvi se mi è piaciuto!!!

Un Nonno Bastardo!!!


03 giugno 2007

Notturno Bus: finalmente un noir italiano


Per ristabilire il mio equilibrio di “cineasta cagaalto” (Mara docet!!!) dopo aver visto Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo, ho dovuto guardare Notturno Bus di Davide Marengo. L’ho fatto anche perché Rino (grande commentatore di questo blog) me lo aveva caldamente consigliato e… mi è piaciuto!!!
Finalmente una pellicola che si discosta dal genere minimalista che sembra imperare nella produzione di casa nostra. Sono anni che non c’è un buon poliziesco made in Italy, solo commedie, gay movie o drammoni strappalacrime, che fine hanno fatto i polizieschi anni ’70 che tanto piacciono a Tarantino?
Gli unici che ci hanno provato con risultati positivi sono i Manetti Bros con Piano 17 che, pur con qualche pecca, hanno dato una boccata d’ossigeno al genere poliziesco-noir.
Il trentaquattrenne Davide Marengo ha confezionato un film piacevole con due attori in stato di grazia: Valerio Mastrandrea e Giovanna Mezzogiorno, entrambi misurati e spontanei: veramente bravi!!!
Notturno Bus non è un capolavoro, è un buon film di genere che diverte e non annoia mai (cosa ormai rara al cinema), si merita sicuramente una visione in sala perché ha il coraggio di uscire dai binari sui quali viaggia il cinema italiano di qualità.
Se riuscite ancora a beccarlo non lasciatevelo scappare altrimenti… tre mesi di pazienza!!!

27 maggio 2007

Che delusione capitano!!!

In compagnia di altri dieci prodi della “Compagnia della Braga” sono andato a vedere Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo, prima di proseguire vorrei ringraziarli tutti per nome: Gepo, Dade e Dadino, Alessiuccio, Elena, Laura, Raffaella, Silvia (4 donne, incredibile!!!), Niko e per finire Mastro Pipaio. Devo ringraziarli perché li ho trascinati a vedere un film INUTILE!!! Tutta colpa di Robert Zemeckis che, nel lontano 1989, inaugurò la moda delle trilogie a puntate, da allora non si può più girare un film con scritto la parola fine al termine della pellicola; non si può più neanche girare un film che duri due ore (questo rasenta le tre)… PERCHÉ???
PERCHÉ SONO DEI VIGLIACCHI!!!
Hanno paura di fare pellicole che non prevedano sequel, è molto più facile e redditizio spalmare su tre film quello che una volta sarebbe bastato per farne uno di novanta minuti. Quello che mi fa incazzare è che cercano di serializzare tutto, come se il cinema dovesse adeguarsi al modello televisivo, dove ci sono soap opera che durano da quarant’anni.
Ci sono sempre stati i sequel, il pubblico si è sempre affezionato ai personaggi che incarnavano eroi senza macchia e senza paura ma tutto era fatto con rispetto!!! Non c’erano film di tre ore lasciati a metà e ripresi un anno dopo senza minimamente prevedere una sorta di flashback, trattando il pubblico pagante del cinema a pesci in faccia!!! Io ho visto i precedenti episodi de I pirati dei caraibi e ho fatto una fatica terribile a seguire la trama del terzo capitolo, regista e sceneggiatori davano per scontato che avessimo rivisto
Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma il giorno prima, sono partiti come una puntata di Beautiful.
Forse non avete capito che Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo non mi è piaciuto molto, nonostante gli effetti speciali veramente strabilianti, il film è un’accozzaglia di scene cucite insieme senza una vera logica. C’è un momento durante lo spettacolo dove uno della ciurma si chiede: “Ma tu pensi che ha un piano oppure che segue l'estro del momento?” Non c’è frase migliore per definire questo film!!! L’unica nota positiva è
Johnny Depp, finalmente ha trovato la misura e riesce ad interpretare il Capitano Jack Sparrow senza cadere nel macchiettistico come era successo nei due episodi precedenti. Accettate un consiglio, aspettate quattro mesi e, se proprio volete farvi del male, noleggiatelo, almeno ogni ora potete alzarvi per sgranchirvi le gambe!!!

23 maggio 2007

Apocalypto: un film di poche parole ma tante idee

Ho cercato di sintetizzare nel titolo quello che penso di Apocalypto e del cinema in generale: una buona idea è il 60% di un bel film, il resto lo fanno il regista e gli attori. Apocalypto potrebbe essere preso come esempio per questa mia teoria: nessun attore famoso, pochissimi effetti speciali e assolutamente invisibili, recitato nell’antichissima lingua Maya “yucateco” (ancora in uso nello Yucatan), sottotitolato. Eppure…è avvincente, coinvolgente, struggente… insomma aggiungete altri duo o tre “ente” se volete ma il risultato sarà sempre lo stesso: UN BEL FILM!!! Dopo La passione di Cristo il “Bel Mel” ci riprova usando, ancora una volta, una lingua pressoché sconosciuta (la parlano in poche migliaia di persone) e riesce ad attirare nelle sale milioni di spettatori che rimangono stupiti di come sia bello vedere un film in lingua originale. Apocalypto parla di famiglia, orgoglio, coraggio e paura, parla di delirio decadente, parla di sacrificio e solidarietà. Lo fa con dolcezza e violenza, una violenza vista in controluce e osservata da vicino, una violenza che permea ogni momento, che non lascia spazio a nient’altro. Apocalypto è un film d’azione dove ogni immagine vale più di mille parole e, nello stesso tempo, è una lucida metafora della società in cui viviamo, dove tutto viene immolato all’unico vero dio: il denaro. Accidenti una pellicola che si presta a due piani di lettura, forse si tratta veramente di un film che varrebbe la pena di vedere?!? Non sprecherò neanche una battuta per raccontarvi la trama, non è importante, dovete fidarvi dei miei amici, a loro è piaciuto!!! Se volete vedere un altro capolavoro del bel americano dagli occhi di ghiaccio, dovreste fare un salto in videoteca e noleggiarvi Braveheart-cuore impavido. Dovrebbero bastarvi i 5 Oscar vinti da questo film ruvido e epico che narra le gesta eroiche e valorose di William Wallace, interpretato dallo stesso Gibson, vissuto verso la fine del XIII secolo in Scozia, per la quale combatté fino alla morte per l’indipendenza dalla corona inglese. Ve lo dirò gentilmente: DOVETE GUARDARLO ASSOLUTAMNTE!!! Chiaro, conciso e cortese.

18 maggio 2007

007: Casino Royale

I primi venti minuti sono un’iniezione di adrenalina purissima poi…la noia ha il sopravvento: due ore e un quarto sono troppe per un film d’azione!!! Non ci può essere una partita a carte che dura mezz’ora!!! È questo il peggior difetto di questo film: è noioso. La lentezza la posso perdonare ad altri tipi di film, ma da 007 pretendo azione e divertimento, cose che in “Casino Royale” languono entrambe. Non fraintendetemi, l’ultima fatica di Martin Campbell la sufficienza la merita, ma non va oltre, colpa anche del catatonico protagonista Daniel Craig, espressivo come un comodino. Ho rimpianto Pierce Brosnan, almeno lui riusciva a dare a James Bond il fascino e l’eleganza che il personaggio esige. Se volete vedere il vero Bond dovreste noleggiare un film a caso (il mio preferito è “Si vive solo 2 volte”) dei sette interpretati da Sean Connery, ancora insuperato agente 007. Spesso confrontarsi coi miti non produce niente di buono.