Dopo The Artist
e Quasi Amici è iniziata la pioggia di film francesi: che gioia!!! Piccole
bugie tra amici di Guillaume Canet ci giunge con molto ritardo (è del 2010) ma
come una brezza primaverile che rinfresca e scompiglia i capelli. Un omaggio a Il
Grande Freddo, capolavoro di Lawrence Kasdan a quasi trent’anni dall’uscita in
sala. Le analogie con la pellicola americana sono molteplici: un gruppo di
amici quarantenni riuniti sotto lo stesso tetto, la paura per il futuro, l’amarezza
per la gioventù ormai perduta e il dolore per un amico assente. Temi che non
cambiano mai, che ci regalano spunti per discussioni e riflessioni. Se non l’avete
visto vi consiglio caldamente di recuperare Il Grande Freddo e anche di vedere Piccole
bugie tra amici, due film che faranno bene alla vostra anima e un po’ anche al
vostro cervello: grandi interpreti, dialoghi intelligenti e divertenti, ben
girati e anche ottimamente diretti. Il Grande Freddo: Voto 9. Piccole bugie tra
amici: Voto 7+.
09 aprile 2012
05 aprile 2012
02 aprile 2012
Sono Vivo!!!
Questa volta il ritardo nel
recensire non è imputabile a me: sono stato in fiera a Milano tutta la
settimana a fotografare due modelle (C. e M. che saluto), poi mi sono riposato
mooooolto ed ora sono pronto!!!
Magnifica presenza di Ferzan Özpetek.
Carino, Elio Germano sempre più bravo. Mi fermerei qui perché, l’ultima fatica
del regista di Istanbul, non è un capolavoro, è un operina leggera che si
lascia vedere senza emozionare troppo. Speravo in qualcosa di più incisivo e
coinvolgente!?!?!? Voto 6+
Il mio migliore incubo di Anne Fontaine.
Dopo il successo di Quasi Amici i distributori italiani si sono accorti che
oltralpe si realizzano un sacco di pellicole, molte delle quali, di qualità. Con
questa commedia la regista e sceneggiatrice Anne Fontaine ritorna sul tema
della differenza di classe fra una gallerista dal cuore di ghiaccio (Isabelle Huppert)
e un tuttofare donnaiolo ed ubriacone (Benoît Poelvoorde). Chiaramente il
finale è scontato ma la sceneggiatura è tutt’altro che banale. Voto 7-
25 marzo 2012
Tutta colpa di mio Cuggino!!!
Sono troppo buono!!! L’altra sera mi ha telefonato “mio
cuggino” e mi ha chiesto di andare con lui a vedere Ghost Rider - Spirito di
vendetta di Mark Neveldine e Brian Taylor. La mia risposta immediata è stata: “non
se ne parla neanche, già il primo ha fatto CAGARISSIMO, figuriamoci questo!” A
questo punto “mio cuggino”, grande appasionato di cinema (suo padre era il
direttore del Cinema Massimo) mi ha suolato per ½ ora sui due registi. Punto
sul vivo il CeneastaCagaAlto che c’è in me ha ceduto e siamo andati a vedere il
film: una CAGATA ATOMICA!!! Volevo uccidere “a mio cuggino” e anche i due
registi... ma sono troppo buono!!!
20 marzo 2012
Vi ho trascurato…
È vero, per mille motivi diversi, è un po’ che non sproloquio su questo blog. Mi dispiace e adesso rimedio subito.
Posti in piedi in Paradiso di Carlo Verdone. Il soggetto mi intrigava parecchio: tre singles che per motivi economici si vedono costretti a condividere un appartamento. Ci si poteva sbizzarrire nell’inventarsi situazioni comiche con retrogusto amaro. Poteva scapparci una commedia di costume graffiante e cinica… purtroppo no!!! Verdone confeziona qualche momento divertente ma non riesce ad andare oltre. Gli interpreti, tutti sotto tono, sembrano lavorare al minimo sindacale. Voto 6-.
Safe House – Nessuno è al sicuro di Daniel Espinosa. Poliziesco abbastanza scontato con Danzel Washington che non riesce a delineare un bastardo credibile come in Training day. L’esordiente regista svedese non riesce ad unire le numerose scene d’azione con una trama coinvolgente. Il risultato è piuttosto piatto e per niente originale. Voto 5/6.
Hysteria di Tanya Wexler. Finalmente una commedia intelligente, molto ironica e assolutamente attuale, nonostante sia ambientata nella Londra del 1880. L’invenzione del vibratore è solo un pretesto per parlare di femminismo e diritti delle classi meno abbienti. È una gioia veder trattato un argomento così scabroso con classe e leggerezza. Voto 7 ½.
Young adult di Jason Reitman. Ho professato più e più volte il mio totale amore per questo giovane regista figlio d’arte (Ivan “Ghostbuster” Reitman ne è il padre), dopo aver visto Thank you for smoking. Sono mesi che aspettavo di vedere la sua ultima fatica, convinto dai trailers, che sarebbe stata una commedia cinica e politicamente scorretta. Purtroppo no: il film è piuttosto noioso, poco graffiante e per niente divertente. Nonostante una Charlize Theron assolutamente in parte la pellicola arriva a stento alla sufficienza.
The Double di Michael Brandt. Pseudo spy-story con Richard Gere, nei panni di un agente della C.I.A. in pensione, richiamato in servizio per catturare un fantomatico killer russo. Nel film tutto langue: l’azione, troppo spesso telefonata; i colpi di scena, uno troppo presto e l’altro troppo tardi; la recitazione, appena sufficiente; la regia, priva di mordente ed inventiva. Voto 5.
50 e 50 di Jonathan Levine. Non è facile realizzare bei film con una malattia come collante della storia, il rischio di cadere nel patetico è altissimo. Figuriamoci una commedia!!! L’unico esempio degno di nota è Non è mai troppo tardi di Rob Reiner e due mostri sacri come Jack Nicholson e Morgan Freeman. Infatti Jonathan Levine non ci riesce, nonostante la buona volontà del protagonista Joseph Gordon-Levitt, il film è poco incisivo, per niente cinico e poco emozionante. Voto 6.
Posti in piedi in Paradiso di Carlo Verdone. Il soggetto mi intrigava parecchio: tre singles che per motivi economici si vedono costretti a condividere un appartamento. Ci si poteva sbizzarrire nell’inventarsi situazioni comiche con retrogusto amaro. Poteva scapparci una commedia di costume graffiante e cinica… purtroppo no!!! Verdone confeziona qualche momento divertente ma non riesce ad andare oltre. Gli interpreti, tutti sotto tono, sembrano lavorare al minimo sindacale. Voto 6-.
Safe House – Nessuno è al sicuro di Daniel Espinosa. Poliziesco abbastanza scontato con Danzel Washington che non riesce a delineare un bastardo credibile come in Training day. L’esordiente regista svedese non riesce ad unire le numerose scene d’azione con una trama coinvolgente. Il risultato è piuttosto piatto e per niente originale. Voto 5/6.
Hysteria di Tanya Wexler. Finalmente una commedia intelligente, molto ironica e assolutamente attuale, nonostante sia ambientata nella Londra del 1880. L’invenzione del vibratore è solo un pretesto per parlare di femminismo e diritti delle classi meno abbienti. È una gioia veder trattato un argomento così scabroso con classe e leggerezza. Voto 7 ½.
Young adult di Jason Reitman. Ho professato più e più volte il mio totale amore per questo giovane regista figlio d’arte (Ivan “Ghostbuster” Reitman ne è il padre), dopo aver visto Thank you for smoking. Sono mesi che aspettavo di vedere la sua ultima fatica, convinto dai trailers, che sarebbe stata una commedia cinica e politicamente scorretta. Purtroppo no: il film è piuttosto noioso, poco graffiante e per niente divertente. Nonostante una Charlize Theron assolutamente in parte la pellicola arriva a stento alla sufficienza.
The Double di Michael Brandt. Pseudo spy-story con Richard Gere, nei panni di un agente della C.I.A. in pensione, richiamato in servizio per catturare un fantomatico killer russo. Nel film tutto langue: l’azione, troppo spesso telefonata; i colpi di scena, uno troppo presto e l’altro troppo tardi; la recitazione, appena sufficiente; la regia, priva di mordente ed inventiva. Voto 5.
50 e 50 di Jonathan Levine. Non è facile realizzare bei film con una malattia come collante della storia, il rischio di cadere nel patetico è altissimo. Figuriamoci una commedia!!! L’unico esempio degno di nota è Non è mai troppo tardi di Rob Reiner e due mostri sacri come Jack Nicholson e Morgan Freeman. Infatti Jonathan Levine non ci riesce, nonostante la buona volontà del protagonista Joseph Gordon-Levitt, il film è poco incisivo, per niente cinico e poco emozionante. Voto 6.
04 marzo 2012
Grazie zio Oscar!!!
L’ho
visto!!! Mi è piaciuto moltissimo, ha strameritato di vincere perché è un
gioiellino di perfezione stilistica ed emotiva. Sto parlando di The Artist di Michel
Hazanavicius. Devo confessarvelo, ero un po’ scettico: un film in bianco e
nero, muto non è facile da affrontare però, mi sono detto, se ha vinto tutti ‘sti
premi un motivo ci sarà. I motivi sono moltissimi, oltre al protagonista Jean Dujardin assolutamente
strepitoso, c’è una colonna sonora azzeccatissima che ci accompagna per tutta
la durata della pellicola e una sceneggiatura da urlo. Dopo dieci minuti ci si
scorda del parlato perché la storia ci coivolge avvolgendoci, ci trascina nella
vita del protagonista e ci fa palpitare con lui. Jean Dujardin incarna alla
perfezione il divo degli anni ’20 con i suoi capelli impomatati e i baffetti da
sparviero. Una sorta di Douglas Fairbanks con il sorriso di Cary Grant e la
grazia di Fred Astaire. Nel film si ride e ci si commuove all’unisono, l’atmosfera
è diversa perché il pubblico fa parte integrante dello spettacolo: una
senzazione bellissima. Spero che grazie al premio Oscar questo capolavoro possa
ottenere il successo che merita perchè è cinema allo stato puro. Voto 9.
Ho visto anche In time di
Andrew Niccol
(Gattaca). Soggetto bellissimo realizzato malissimo. Uscito dal cinema, se avessi
avuto il regista a portata di mano gli avrei dato una sberla: come si fa a
rovinare un’idea così bella e originale!!! Che peccato. Voto 5.
27 febbraio 2012
Finalmente!!!
Ho aspettato a scrivere questo post per sapere com’era andata la notte
degli Oscar 2012. Di seguito i principali vincitori.
MIGLIOR FILM
The Artist - Michel Hazanavicius
MIGLIOR REGIA
Michel Hazanavicius - The Artist
MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
Jean Dujardin - The
Artist
MIGLIOR ATTRICE
PROTAGONISTA
Meryl Streep - The
Iron Lady
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
Christopher Plummer - Beginners
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Octavia Spencer - The Help
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
Woody Allen - Midnight in Paris
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
Alexander Payne, Nat Faxon e Jim Rash - Paradiso amaro
MIGLIOR FILM STRANIERO
Una separazione di Asghar Farhadi - Iran
Non ho visto The Artist, grande trionfatore di questa 84^ edizione,
però ho visto quasi tutti i candidati che sono usciti da noi fin’ora: posso
dire che il 2011 non sarà ricordato come un anno di cinema memorabile. L’unica
cosa memorabile è l’interpretazione di Meryl Streep in The Iron Lady!!!
La scorsa settimana ho visto War Horse di Steven Spielberg, giusto per
aggiungere un’altro tassello al delirio pre Oscar!!! Il film non è male,
Spielberg è sempre un grandissimo regista e questa volta dosa molto bene i
sentimenti e non scivola mai nel patetico. Voto 7.
Ho visto anche Quasi amici - Intouchables (mai titolo italiano fu
peggiore) di Eric Toledano. Molto bello: divertente, irriverente e perfettamente
bilanciato fra commedia e dramma. I due protagonisti, François Cluzet e Omar Sy, sono in stato di grazia e
regalano spessore ed anima ai loro personaggi. Non mi stupisco che in Francia
il film abbia battuto ogni recor d’incasso, non se ne vedono spesso di film
così!!! Voto 8.
19 febbraio 2012
George in Paradiso
Finalmente
un bel film!!! Il migliore di quelli candidati all’Oscar che ho visto fino ad
ora. Ben sceneggiato, ben diretto e ben interpretato da un George Clooney
credibile e molto intenso. Sto parlando di Paradiso amaro di Alexander Payne (A proposito di Schmidt, Sideways - In viaggio
con Jack), in lizza per 5 statuette. La pellicola ambientata alle Hawaii
è tutta sulle spalle del bel George e dell’adolescente figliola interpretata
dalla bravissima Shailene Woodley (da tenere d’occhio). Con loro scendiamo nel
baratro del dramma familiare che prima li divide, tra pianti, lacrime e rancori,
e poi li unisce come una vera famiglia. Voto 7 ½ .
A
tutti i “BRAGHI”: sono in crisi d’astinenza, che ne dite se andiamo a vedere John Carter venerdì 9 Marzo? Fatemi sapere!!!
13 febbraio 2012
Altro che 007
Mi piacciono i film d’azione. Mi piacciono quelli dove c’è l’azione, un montaggio serrato, qualche battuta e dei personaggi con un po’ di spessore. Sembrerebbe una ricetta banale e invece no!!! Un bel action movie è come un cocktail: bisogna dosare tutti gli ingredienti e shakerare affinche si amalgamino.
Complice la neve, sono andato al cinema della mia ridente cittadina, ci sono andato a piedi (mi è piaciuto un sacco) e ho preso anche i pop-corn durante la pausa tra primo e secondo tempo (da noi la fanno ancora). Ho visto Mission: Impossible - Protocollo Fantasma di Brad Bird con Tom Cruise (siamo coetanei) in spendida forma. Mi sono divertito: ho finalmente visto un film d’azione fatto bene, che ripsettava tutti i canoni del genere con precisione millimetrica. Non so se il merito debba attribuirsi al regista, che proviene da cartoon di successo (Ratatouille, Gli Incredibili), o a Cruise qui in veste anche di produttore esecutivo. Io ho visto un bel film e ve lo consiglio caldamente. Voto 7 ½.
Sempre per non smentirmi ho visto anche Albert Nobbs di Rodrigo García con Glenn Close (candidata all’Oscar per questo ruolo). Il film non è male e Glenn Close nel ruolo del cameriere è brava però... la medi finale non va olre il 6 ½.
Prima di chiudere un po’ di spataccamenti: ho riconosciuto nel cast tre attrici irlandesi che nel lonano 1991 avevano interpretato un capolavoro assoluto: The Commitments. Vi sfido a riconoscerle nel film. Siccome sono patacca ma fondamentalmente buono qui sotto vi ho messo una foto di vent’anni fa.
Complice la neve, sono andato al cinema della mia ridente cittadina, ci sono andato a piedi (mi è piaciuto un sacco) e ho preso anche i pop-corn durante la pausa tra primo e secondo tempo (da noi la fanno ancora). Ho visto Mission: Impossible - Protocollo Fantasma di Brad Bird con Tom Cruise (siamo coetanei) in spendida forma. Mi sono divertito: ho finalmente visto un film d’azione fatto bene, che ripsettava tutti i canoni del genere con precisione millimetrica. Non so se il merito debba attribuirsi al regista, che proviene da cartoon di successo (Ratatouille, Gli Incredibili), o a Cruise qui in veste anche di produttore esecutivo. Io ho visto un bel film e ve lo consiglio caldamente. Voto 7 ½.
Sempre per non smentirmi ho visto anche Albert Nobbs di Rodrigo García con Glenn Close (candidata all’Oscar per questo ruolo). Il film non è male e Glenn Close nel ruolo del cameriere è brava però... la medi finale non va olre il 6 ½.
Prima di chiudere un po’ di spataccamenti: ho riconosciuto nel cast tre attrici irlandesi che nel lonano 1991 avevano interpretato un capolavoro assoluto: The Commitments. Vi sfido a riconoscerle nel film. Siccome sono patacca ma fondamentalmente buono qui sotto vi ho messo una foto di vent’anni fa.
06 febbraio 2012
Il delirio continua
Non riesco a fermarmi, la febbre da Oscar si è impadronita di me, sto facendo vere maratone per guardare tutti i film candidati!!! Questa settimana è toccato a The iron Lady di Phyllida Lloyd, Hugo Cabret di Martin Scorsese, The Tree of Life di Terrence Malick e Millennium - Uomini che odiano le donne di David Fincher.
The iron Lady: Meryl Streep è semplicemente FAVOLOSA nell’interpretare Margaret Thatcher. Le altre candidate all’Oscar non hanno nessuna possibilità di vincere. A parte questo il film è piuttosto noiso, indugia troppo sulla vecchiaia della Thatcher vanificando tutta la parte centrale. Voto 6.
Hugo Cabret: Martin Scorsese è innamorato del cinema, di tutto il cinema fin dagli esordi. Questo film è la sua dichiarazione d’amore alla settima arte attraverso gli occhi del giovane protagonista e del suo alter ego anziano: il mitico Georges Méliès. Scorsese dimostra di essere un grandissimo regista fin dalla prima scena, un piano sequenza che parte dai cieli di Parigi, entra dentro la stazione e finisce col primo piano di Hugo: una meraviglia!!! Il film, visivamente bellissimo, non coivolge fino in fondo chi, come me, non è drogato di cinema. Voto 6/7.
The Tree of Life: Terrence Malick non è un autore molto prolifico e nemmeno molto facile da digerire. Mi ci è voluto un bel po’ per decidermi ad affrontare questo film ma, complice la nomination, alla fine ce l’ho fatta. La fatica è stata NOTEVOLISSIMA, nonostante le immagini grandiose all’inizio, la pellicola è noiosa, frammentaria e a tratti incomprensibile. A me non è piaciuto. Voto 6.
Millennium - Uomini che odiano le donne: ero mooolto scettico su questo remake ma ho voluto dar fiducia a David Fincher e... ho fatto bene. Il film è migliore dell’originale, il ritmo è un più serrato e i gli interpreti tutti azzeccati. Voto 7.
The iron Lady: Meryl Streep è semplicemente FAVOLOSA nell’interpretare Margaret Thatcher. Le altre candidate all’Oscar non hanno nessuna possibilità di vincere. A parte questo il film è piuttosto noiso, indugia troppo sulla vecchiaia della Thatcher vanificando tutta la parte centrale. Voto 6.
Hugo Cabret: Martin Scorsese è innamorato del cinema, di tutto il cinema fin dagli esordi. Questo film è la sua dichiarazione d’amore alla settima arte attraverso gli occhi del giovane protagonista e del suo alter ego anziano: il mitico Georges Méliès. Scorsese dimostra di essere un grandissimo regista fin dalla prima scena, un piano sequenza che parte dai cieli di Parigi, entra dentro la stazione e finisce col primo piano di Hugo: una meraviglia!!! Il film, visivamente bellissimo, non coivolge fino in fondo chi, come me, non è drogato di cinema. Voto 6/7.
The Tree of Life: Terrence Malick non è un autore molto prolifico e nemmeno molto facile da digerire. Mi ci è voluto un bel po’ per decidermi ad affrontare questo film ma, complice la nomination, alla fine ce l’ho fatta. La fatica è stata NOTEVOLISSIMA, nonostante le immagini grandiose all’inizio, la pellicola è noiosa, frammentaria e a tratti incomprensibile. A me non è piaciuto. Voto 6.
Millennium - Uomini che odiano le donne: ero mooolto scettico su questo remake ma ho voluto dar fiducia a David Fincher e... ho fatto bene. Il film è migliore dell’originale, il ritmo è un più serrato e i gli interpreti tutti azzeccati. Voto 7.
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